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mercoledì, maggio 07, 2008

[Ian Brown - F.E.A.R.]


Mi sono giocata il collo.
Mi sono svegliata bloccata, non avevo male quando sono andata a letto, o se l'avevo non lo sentivo perchè se l'avessi sentito dovrei ricordarlo, ho ricordi nitidi di quando sono andata a dormire, i pompieri mi hanno ripresa: "è già la seconda volta che veniamo, devi lasciare un mazzo di chiavi a qualcuno".
Quante storie per un intervento di due secondi, preferisco scomodare loro che stanno a 5 minuti di distanza che andare a svegliare chi so io a certi orari e in certe condizioni. Ad ogni modo non verranno più, credo. Dicono che ho finito i bonus.
Fatto stà che mi sono svegliata lunedì mattina con un torcicollo pesantissimo, il movimento roteatorio del capo limitato a 20° a sinistra e 10° a destra.
Il tutto accompagnato da un male terribile che lunedì notte mi ha tenuta sveglia a ricamare teorie spaventose, non so se basate più sulla logica o su tendenze ipocondriache.
Forse sono stati solo gli effetti accelerati dell'insonnia, ma sono stata assalita dalla paranoia, una paura di avere a che fare con qualcosa di molto grave, presumibilmente di origine traumatica.
Dapprima ho cominciato a vedere i titoli sui quotidiani:
Lussazione vertebrale scambiata per un semplice torcicollo - Rimane paralizzata dal collo in giu'.
Poi ho cominciato a vedermi costretta su una sedia a rotelle e la paura è diventata tristezza infinita. C'è stato un momento in cui mi sono sentita davvero vicina alla rassegnazione.
E ancora non so esattamente come stanno le cose.
Ieri la leggerezza del medico mi ha fatto tornare il morale a terra, nemmeno si è preoccupato di chiedermi se fossi caduta, se avessi fatto qualche sforzo o magari preso freddo.
Sono fatti così, non si preoccupano di rassicurarti e se provi tu a chiedere se certe malsane ipotesi potrebbero essere vagamente prese in considerazione ti consigliano una visita da un loro collega psicologo.
Così questa volta me ne sono stata zitta e ho rinunciato a sciogliere i miei dubbi, tra l'altro è il sostituto della mia dottoressa in carica che mi soddisfa più di quelli avuti in precedenza ma nei momenti più importanti è sempre in ferie.
Il sostituto mi ha semplicemente liquidata con degli anti infiammatori che grazie a dio un po' contano, anche se prevedo altre notti in bianco.
La mia incompetenza in materia mi dice che se ci fosse una qualche lesione ad un qualche osso gli anti infiammatori non dovrebbero sortire nessun effetto, ma per l'appunto è la mia incompetenza medica che parla, e lei sembra esser credibile solo quando è catastrofica.
La fragilità del corpo mi sconvolge, ora molto più che quella della mente.
Ogni giorno, anche solo semplicemente camminando possiamo rovinarci tutta la vita in un istante brevissimo.
E' la brevità di quell'istante che ieri notte mi ha fatto venire l'ansia.
Arriva così fugace da non darti nemmeno il tempo di percepirlo e poi puoi ritrovarti a pensare a quell'istante per il resto dei tuoi giorni, ed ecco che quel momento assume una grandezza spropositata, ecco che quel breve istante diventa il resto della tua vita. Diventa il tuo futuro come non l'avresti mai voluto immaginare.
Oggi l'amante del rischio non esiste, oggi questo aspetto maledetto della mia natura è stato spodestato dalla paura di quell'istante.
Temo il cruciale gioco che può decidere le mie sorti con un testa o croce ancor più della risolutezza dell'esito peggiore.
Temo le coincidenze, i fattori sfavorevoli, ma ancor di più la cattiva condotta, un meccanismo provocatorio che funge da richiamo ai drammi che non vorresti mai vivere.
La salute di cui ho goduto per 26 anni mi riempie di amore per la vita, ma se per tutti questi anni non ho mai avuto problemi gravi non significa molto, anzi, ho come questa sensazione di essere in debito.
Forse non sono nemmeno andata vicino a spezzarmi il collo...
ma mi chiedo, con tutto quello che gli faccio passare, perchè il mio cuore non dovrebbe smettere di battere da un momento all'altro?
Perchè nei miei polmoni non si dovrebbe annidare un cancro entro breve, sempre che già non ci sia?
Perchè non tutte le malattie sono evitabili?
Perchè posso evitare di prendermi l'AIDS facendo sesso ma non posso fumare senza rischiare di prendermi il cancro o malattie cardiovascolari?
Perchè non esiste una sostanza che indurisca le ossa al punto da renderle indistruttibili?
Perchè i medici sono riusciti a fare i miracoli solo con la chirurgia plastica?
Bah.
Al momento sembra che questo cazzo di torcicollo sia riuscito a stravolgere tutte quelle che quasi senza volerlo erano diventate le mie priorità.

[F.E.A.R. (You got the fear)
Fantastic Expectations Amazing Revelations
Finding Everything And Realizing
For Everything A Reason]

 

| PoStAto da Lale | 22:35 | commenti (12)

 


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mercoledì, aprile 23, 2008

[R.E.M. - Life and how to live it]


1981
La mia annata.
Nascevo a mezzogiorno e cinque minuti di una caldissima giornata di agosto, proprio in quell'estate il gruppo che anni più tardi avrebbe fatto esplodere la mia passione per la musica registrava il primo singolo.
Erano i R.E.M. e il singolo era Radio Free Europe.
Forse non è un caso che sia il gruppo a cui sono più legata affettivamente: siamo praticamente nati insieme.
Sono rimasta fedele anche quando mi hanno sfornato dischi un po' discutibili, e ad ogni uscita ho sempre continuato a comprarne due copie sulla fiducia, una per me e una da regalare. Infondo hanno sempre mantenuto comunque un alto livello, anche se a quello dei primi dischi so che non torneranno mai.
Quell'estate si sono anche formati i Sonic Youth.
Sempre quell'anno usciva il live Land Speed Record degli Husker Du, robe che se i miei genitori me lo avessero fatto ascoltare probabilmente le mie prime parole sensate sarebbero state "caricatemi su un aereo e portatemi ad un loro concerto".
Ma i miei genitori tutt'al più mi avranno fatto ascoltare Battisti o De Andrè, se chiedessi a mia madre un fatto di cronaca accaduto quell'anno probabilmente ricorderebbe la vicenda di un bambino di sei anni che cadde in un pozzo artesiano dall'imboccatura larga 30 centimetri, vicenda seguita in una diretta televisiva non stop lunga 18 ore.
Non saprebbero dire assolutamente nulla sulle cose che poi avrebbero in qualche modo influenzato il loro pargolo, a partire dalle uscite discografiche:
A certain ratio - to each..
The cramps - Psychedelic Jungle
Devo - New Traditionalists
Gang of four - solid gold
Television personalities - And Don't The Kids Just Love It
The go-betweens - Send Me A Lullaby
Psychedelic furs - Talk Talk Talk
Elvis costello - Trust
Siouxsie - Ju-Ju
Bauhaus - Mask
The Cure - Faith
Echo & the bunnymen - heaven up here
Depeche mode - Speak And Spell
The Police - Ghost In The Machine
Uscì anche Still dei Joy Division e si cominciarono a sentire le prime cose dei New Order.
I Death in june esordivano con il singolo Heaven Street.
Primo singolo anche per i Social Distorsion, Mainliner/Playpen.
Si scioglievano i Generation X di Billy Idol e David Bowie tornava in studio per registrare Under Pressure in collaborazione con i Queen.
I Ramones suonavano al Rolling Stones di Milano e qualcuno di mia conoscenza se li andava a sentire.
Steve Wozniak si schiantò con il suo aereo monomotore, il colpo gli procurò una forma di amnesia che lo costrinse ad allontanarsi dalla Apple.
Il Papa subiva un attentato, Rino Gaetano moriva in un incidente stradale, Bob Marley moriva di tumore, Tom Baker Dr Who moriva di nonsocosa, e si cominciava a sentir parlare di una nuova sindrome allora definita "immunodeficenza gay-correlata" o "cancro dei gay", e che poi avrebbe preso il nome di AIDS.
In Inghilterra Lady Diana sposava un uomo molto brutto e molto ricco e Mark Chapman veniva condannato a 20 anni di carcere per l'omicidio di John Lennon.
Usciva in Italia la trasposizione cinematografica di Cristiana F. - Noi i ragazzi dello zoo di Berlino e Storie di ordinaria follia di Ferreri, tratto dall'omonima raccolta di racconti di Bukowski, sempre di quell'anno sono Blue Suede Shoes di Curtis Clark e Heartbeeps, un film di Allan Arkush con Andy Kaufman.
Nel 1981 la Babylon Books pubblica una monografia sui New York Dolls scritta da Morrissey.
Andy Warhol realizza Miths, portfolio di 10 serigrafie in cui rappresenta 10 miti tra cui se stesso.
Mentre tutte queste cose succedevano io ignara di tutto facevo probabilmente quello che fanno tutti i neonati nel loro primo anno di vita. Mi perdevo un sacco di cose.

[the air quicken tension building inference suddenly
Life and how to live it]

 

| PoStAto da Lale | 22:41 | commenti (6)

 


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mercoledì, aprile 02, 2008

[The Screaming Trees - Shadow of the season]


E' ancora cambio di stagione.
Abile direttore d'orchestra che accompagna le tue giornate con una delicata sinfonia fatta per lo più di ricordi nostalgici, ha in sè quella grazia che non ferisce ma che ugualmente lascia il segno, almeno per un po'.
Ecco il cambio di stagione, ed ecco che dietro alle cose più insospettabili si nasconde un ricordo che vuole emergere.
E' iniziato questa mattina, quando ho indossato gli occhiali da sole che erano un po' gelidi perchè erano stati in macchina tutta la notte, conoscevo la sensazione della plastica fredda sul viso, dettaglio insignificante in una giornata di qualche anno fà che per altri motivi ha significato qualcosa.
Per qualche secondo non ho saputo più che giorno fosse nè dove dovessi andare, poi ho capito, è il cambio di stagione che ogni volta sfoggia lo stesso stile.
E la giornata è continuata così.. la forma di una nuvola, l'odore dell'erba appena tagliata, il campanello di una bicicletta.. i dettagli trascurabili della mia vita che ritornano facendo scattare ognuno il suo flashback personale.
E succede così che ti ritrovi con in testa una serie di flashback che danno il titolo ai tuoi pensieri, dei quali ti rimane sì lo svolgimento, ma hai come l'obbligo morale verso te stessa di non andare fuori tema.
Anche un pensiero che può intristire merita di essere elaborato.
Ogni dubbio deve essere sciolto, ogni ipotesi va confutata o convalidata, e ogni realtà va affrontata, anche la più dura.
Tutto cio' che nella tua vita lascerai irrisolto tornerà sotto mentite spoglie, e indossando ingannevoli vesti apparirà ancor più irrisolvibile.
E allora non eviti in alcun modo di scappare da certe riflessioni, su ogni tematica analizzi il paragone passato-presente, ti viene automatico, come facesse parte del classico schema strutturale introduzione - svolgimento - conclusione.
E' lo stato d'animo che scaturisce da questi paragoni a far sì che questi pensieri senza peso abbiano all'improvviso il potere di atterrirti.
Vai a dormire con la sensazione di avere perso troppo tempo, di avere consumato troppo in fretta tanti momenti senza la giusta consapevolezza, di avere riempito troppi silenzi con le parole sbagliate.
Grazie a dio questi flashback non portano solo tristezza, sono un memorandum sul fatto che la vita ti ha riservato anche momenti bellissimi, e come le stagioni anche questi un giorno torneranno, anche se non hanno lo stesso regolare ciclo, tu sai che torneranno.

[In the shadow of the season
To find a reason to carry on]

 

| PoStAto da Lale | 18:47 | commenti (1)

 


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giovedì, marzo 06, 2008

[The Lucksmith - If you lived here, you'd be home now]


Due anni fa era un notaio ad ufficializzare il fatto che da quel momento in poi questa casa sarebbe stata mia.
Ma ci vuole ben altro per sentirsi davvero a casa propria, non basta qualche pezzo di carta che ne comprova la proprietà, non basta arredarla con mobili che rispecchiano il tuo gusto e nemmeno riempirla con le cose che possiedi.
Cio' che più di ogni altra cosa ha fatto si che cominciassi finalmente a sentire mia questa casa sono i ricordi che ho di cio' che di importante ho vissuto qui dentro.
Ricordo i primi tempi, ricordo quanto mi sentissi spaesata tra queste mura che ancora emanavano odore di vernice fresca, quanto poco mi trasmettevano tutti questi mobili nuovi, tutti questi beni materiali privi di qualsiasi valore affettivo che per dimensioni prendevano il sopravvento su quei vecchi oggetti conosciuti dai quali cercavo inutilmente di trarre un po' di familiarità.
Questa casa racchiudeva in sè una sorta di verginità che non vedevo l'ora di profanare.
Volevo che mi appartenesse davvero e sentivo il desiderio impaziente di renderla mia nel senso più profondo.
Volevo regalarle un passato con me e viceversa, ma tutto cio' che in quel momento potevamo regalarci era una promessa: La promessa di un futuro insieme. Sapevo che il resto sarebbe venuto da sè e che la frenesia non avrebbe accelerato questo processo che solo il naturale trascorrere del tempo poteva portare a compimento.
Poi con il passare dei giorni questa casa è stata spettatrice di innumerevoli episodi della mia vita, mi ha vista nelle più disparate condizioni e stati d'animo e mi ha conosciuta sotto tutti gli aspetti, è così entrata piano piano a fare parte dei miei ricordi e se prima non c'era nulla che parlasse di me, ora ovunque mi volti e qualsiasi angolo osservi sa scavare nella mia memoria e riportare a galla qualcosa del mio passato.
Adesso come adesso, se queste mura potessero parlare avrebbero davvero tanto da dire sul mio conto.

[Day casts different light upon those promises
But you know it’s true
If you lived here, you’d be home now]

 

| PoStAto da Lale | 22:02 | commenti (3)

 


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sabato, gennaio 19, 2008

[Larrikin Love - Well, love does furnish a life]


L'anno 2008 invece non ha voluto esimersi dallo stilare una lista di buoni propositi nei miei confronti.
Io mi aspetto molto da lui, spero quindi che non mi deluda e cominci già adesso a rimboccarsi le maniche x portare a compimento cio' che si è volontariamente proposto di fare per la sottoscritta.
Senza ricevere nulla in cambio, si intende.
Non mi sono ancora state svelate tutte le voci di questa lista perchè il 2008 si propone come un anno brillante che sa stupire in positivo anche laddove ci siano le piu' rosee aspettative. Un anno capace di quantificare le dosi necessarie a soddisfare il tuo desiderio di sapere senza lasciarti sulle spine a patire di curiosità, e che allo stesso tempo sa mantenere un piacevole effetto sorpresa.
Per ora mi ha svelato la prima voce riguardante la sfera sentimentale.
Nel 2008 dunque Lale troverà l'amore. Vedi anche: un fidanzato che rispecchi a pieni voti le caratteristiche riportate nell'ultimo aggiornamento del txt "il mio uomo ideale".
Cio' mi fa felice.
L'anno scorso su questo blog ho evitato accuratamente di parlare di ragazzi, fatta eccezione per Faith e per qualche vago riferimento a qualcun'altro.
Non ci sarebbe stato molto di così importante da meritare d'essere ricordato, ma sicuramente, volendo scriverne a tutti i costi gli aneddoti non sarebbero mancati.
Il 2007, fatta eccezzione per un paio di casi che non hanno comunque mai superato i 2 mesi, è stato l'anno delle one night stand, così le chiamava la ragazza che l'altro giorno mi ha intervistata allo scopo di raccogliere testimonianze per il libro che sta scrivendo, un libro sui rapporti occasionali.
Ora, dopo 3,5+2,5=6 anni di fidanzamento dove tra una relazione e l'altra è passato soltanto un mesetto, diciamo che un lungo periodo da single era quello che faceva al caso mio.
Però.
ADESSO, sarei anche pronta per una relazione un pochino più duratura e più seria. O quantomeno per qualcosa di importante, vedi anche: mi voglio innamorare echeccazzo!
E con il termine "adesso" intendo anche: dopo che ho dimostrato a qualcuno che aveva torto, ovvero a chi diceva che
"tu senza un fidanzato probabilmente non ci sai/vuoi stare, perchè hai bisogno di una persona su cui sai che puoi contare in qualsiasi momento.. e di tutta una serie di cose che solo un uomo che ti ama può darti, e se ti imponi di star single stai solo male".
Si è visto come sono stata male negli ultimi sei mesi, che sono poi quelli che ho vissuti da single a tutti gli effetti, essendomi completamente liberata dal sentimento per l'ultimo fidanzato, l'ex grande amore della mia ex vita.
Dirò di più, a volte mi capita di chiedermi se non sia proprio il fatto che non ho un ragazzo, a rendermi così stabile e serena, e cio' va' ad insinuare qualche dubbio sul fatto che io sia davvero pronta come credo ad avere una storia più seria. Mi ripeto che è solo un caso, e che probabilmente un fidanzato non farebbe altro che aggiungere alla mia vita, senza togliere nulla di cui io abbia bisogno.
Ma si che sono pronta, ehm, ed è anche solo un caso il fatto che io stia iniziando ad uscire con un ragazzo di 23 anni quando reputo impossibile che mi possa innamorare di uno + piccolo.
Però è così bello che non fa male temporeggiare con lui nell'attesa che per caso arrivi il grande amore, entro l'anno ovviamente.
Ci conto.

[Don't tangle my words, I love you,
It's a day in the life of you.]

 

| PoStAto da Lale | 22:10 | commenti (5)

 


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martedì, gennaio 15, 2008

[Afterhours - La vedova bianca]


Siamo nel 2008, dunque.
Ci siamo da ben 15 giorni, e posso affermare che non è cambiato assolutamente nulla.
Ho evitato di stilare una lista di buoni propositi per l'anno nuovo semplicemente perchè da un po' di anni a questa parte è un processo mentale che si mette in moto automaticamente ogni lunedì mattina.
Preferisco i buoni propositi a breve termine. Ma comunque senza fretta.
Se ho una meta a cui ambisco traccio i vari step intermedi e valuto i risultati settimanalmente.
Al primo passo falso tutto si annulla e per il resto della settimana mi reputo una fallita. Ma la vivo serenamente.
O per lo meno la vivo più serenamente dei tempi in cui alla lista dei buoni propositi settimanali affiancavo una seconda lista: quella delle punizioni corporali e/o spirituali da autoinfliggermi nel caso non fossi riuscita a checkare come realizzate tutte le voci della prima.
Se oggi fossi in vena di farmi delle lusinghe probabilmente sottolinerei il fatto che ci sono stati dei progressi nel mio modo di gestire il raggiungimento di un obiettivo, l'aver abbandonato quell'austera disciplina che non tollerava i naturali momenti di debolezza ha sicuramente contribuito a farmi apprezzare maggiormente anche le piccole conquiste, una persona più soddisfatta lavora meglio e ottiene migliori risultati.
E potrei anche andare avanti, ma siccome oggi non sono affatto in vena di Egomasturbazione sottolineo il fatto che i miei obiettivi non sono + vitali come quelli di una volta, c'è meno interesse e forse per questo c'è meno fretta, chi può garantirmi che di fronte a un bisogno che reputo fondamentale saprei mantenere la stessa condotta e non lasciarmi invece trascinare in quel vortice senza scampo che è l'ossessione?
Non lo so.
Il mio modus operandi lascia intravedere tracce di maturità e miglioramento e la stabilità ne ha risentito positivamente, eppure nella mia testa la paura di un ipotetico ma comunque improbabile ritorno a quel passato è sempre semi ricoperta da un leggero velo di nostalgia.
Era tutto più difficile, c'era disperazione e rabbia e ora di queste nemmeno l'ombra. Non c'era tempo per vivere la vita ma gli stati d'animo si vivevano fino a consumarli, fino a che non ti prendeva all'improvviso un sonno epocale che ti strappava ogni residuo di forza, ed era il punto di sospensione tra una crisi e l'altra. E spesso era tremendo.
Ma il fatto è che.... era tutto così poco noioso..
Se vogliamo era orribile ok, ma noioso no, questo non lo si può affatto dire, l'instabilità non è solo negativa. Non riuscirei mai a pensarlo, e forse solo ora sento la libertà di affermare che il brutto periodo che mi sono lasciata alle spalle mi ha dato e lasciato tanto.
Ma è giusto che sia finito, e che non si ripeta.
Ora se vogliamo possiamo anche dire che il 2007 è stato un anno di merda, ma siccome a far la vittima non ci si guadagna solitamente niente forse è il caso di soffermarsi su i lati più positivi che ci sono stati.
Uno di questi è proprio quella tanto bramata stabilità che dalla seconda metà del 2007 ha iniziato a far parte delle mie giornate facilitandomi l'esistenza. Voglio riuscire ad apprezzarla come dovrei.
Cosa me lo impedisce?
La mia instabilità era probabilmente dovuta ad una vasta gamma di disturbi che si sono successi l'un l'altro in misura diversa accompagnandomi dalla pre alla tarda adolescenza, influendo sostanzialmente in quella che era una personalità in via di formazione.
Le mie paranoie, le mie fobie, i miei blocchi e i miei scatti, la mia ossessione, i miei sdoppiamenti, le mie convinzioni, le mie crisi e tutto il resto uniti alle mie esperienze sono andate pian piano a delineare una forma più definitiva del mio carattere, del mio temperamento e della mia indole.
Io sono anche il frutto del mio passato, e probabilmente odiare tutto questo significherebbe anche un po' odiare me stessa.
Forse deriva da questo la sensazione che la mia vita di adesso mi appartenga molto meno rispetto a quella di qualche anno fà.
Forse da qui deriva l'incapacità di accettare/apprezzare pienamente lo stato attuale.
Ma forse la verità sta nel fatto che adesso per me inizia tutt'un altro percorso e la vita mi riserverà altre battaglie, e per affrontarle forse ho proprio bisogno di stabilità.
Ho la sensazione che diventeremo amiche e non semplici coinquiline che si limitano a vivere assieme rispettandosi l'un l'altra, credo che imparerò a volerle bene e a difenderla.

[..ma la violenza della stabilità
è un modo di morire a metà]

 

| PoStAto da Lale | 21:02 | commenti (1)

 


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sabato, gennaio 05, 2008

[Tha stands - All years leaving]


Migliori 10 album 2007
Arcade Fire - Neon Bible
The shins - Wincing the Night Away
Black rebel motorcycle club - Baby 81
Kula shaker - Strangefolk
Jens Lekman - Night Falls Over Kortedala
Shout out louds - Our Ill Wills
okkervil river - The Stage Names
Peter Bjorne and john - Writer's block
Editors - An end has a start
LCD sound sistem - Sound Of Silver

Migliori 5 concerti 2007
Arcade Fire
Lisa Germano
Kula shaker
Of Montreal
Patti Smith

Migliori 3 film 2007
Breakfast on pluto
Correndo con le forbici in mano
Paranoid park

Migliori 3 film (visti nel) 2007
Amami se hai il coraggio
Hawaii Oslo
Transamerica

Migliori 3 libri (letti nel) 2007
Pamela Des Barres - Sto con la band -confessioni di una groupie-
Nick Hornby - Alta Fedeltà
Lester Bangs - Guida Ragionevole al frastuono + atroce

Miglior sesso 2007
Faith non conta perchè vorrei illudermi di non averci mai fatto nulla nel 2007, perchè quando una storia finisce dovrebbe finire in tutti i sensi e perchè in fin dei conti in passato abbiamo fatto troppo l'amore per ridurci a fare del sesso. Indipendentemente da quanta attrazione comunque ci sia.
Direi che il miglior sesso dell'anno risale a metà giugno, con Frank'n further, non so se per la prestazione in se' o per le nove ore successive passate in camera mia a parlare senza accorgersi del tempo che passava.
E guarda caso coincide proprio con la persona + bella che il 2007 abbia fatto entrare nella mia vita.

Miglior bacio 2007
Una sera di luglio al mare.

Peggiori 3 serate 2007
Quella in cui mi hanno ritirato la patente (non avevo mica bevuto eh)
Quella in cui una caduta mi ha causato la distorsione del ginocchio, costringendomi a casa per due settimane (non avevo mica bevuto eh)
Quella in cui ho fatto fuori tre gomme dell'auto (non avevo mica bevuto eh)

Migliori 3 pianti 2007
Tutti quelli fatti per Faith
Per la morte di Fuckira
Per aver creduto erroneamente di aver deluso irrimediabilmente i miei genitori

[You were born in the light of the first rays of summer
Spawned from the kiss of the last breath of spring
Autumn unfurling its grace through the winter of all years leaving ]

 

| PoStAto da Lale | 19:52 | commenti (4)

 


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venerdì, dicembre 28, 2007

[Flaming lips - Plastic Jesus]

Ciao Joe,
che io detesti il giorno del tuo compleanno non è una novità, è un dato di fatto che trasuda dalle parole che puntualmente ti scrivo ogni anno sotto queste festività.
Non l'ho mai amato, nemmeno da piccola. I miei genitori mi hanno dato tantissimo ma non si sono mai sforzati di farmi credere alla ridicola storiella seconda la quale un vecchio grassone vestito di rosso si infilasse illecitamente in casa nostra la sera della vigilia e invece di portarsi via le cose di valore ci lasciasse addirittura dei regali.
Quasi quasi mi viene voglia di ringraziarli per non avermi mai ingannata.
E si, lo so che tempo fa su questo blog praticamente invocavo la morte di mio padre, ma le cose cambiano, e da quando me ne sono andata di casa è cambiato lui e anche il nostro rapporto è migliorato. Tantissimo.
E a questo punto non posso fare a meno che augurargli tutto il bene del mondo come ho sempre augurato a mia madre che per me è, ed è sempre stata l'incarnazione vivente dell'Amore materno sopra ogni cosa. L'esempio perfetto di quello che vorrei essere io per mia figlia.
E ancora si, lo so che qualche natale fa scrivevo qui cose del tipo:
"E' triste scoprire che il babbo natale che ti ha sempre portato i regali in realtà è tuo padre...E' ancora più triste scoprire che il babbo natale che NON ti ha mai portato i regali in realtà doveva essere tuo padre... ".
Ma in fin dei conti non è mica vero, probabilmente era solo un tentativo di apparire più vittima di quanto fosse in realtà. Qualche regalo sotto le feste da piccola l'ho sempre ricevuto, semplicemente sapevo bene da dove venivano quei regali e perchè arrivavano.
La cosa più dura era quando alle elementari vedevo tutti i miei compagni credere così fermamente nella magia di babbo natale. Dovevo fingere, avevo una certa sensibilità, probabilmente molta + di quanto ne abbia adesso.
Se qualche bambino più grande tentava di distruggere l'illusione di quei piccoli creduloni io smentivo. Ovvero mentivo, unendomi al coro dei bambini bugiardi che proclamavano di averlo visto dal buco della serratura.
Al di là di questo l'atmosfera natalizia continua a darmi il volta stomaco, e tu sei il solo a cui riesco a rivolgere un pensiero carico d'affetto in quella fatidica data.
Quest'anno ti ho addirittura sognato Joe, forse perchè mi manchi.
In questi ultimi tre anni sei stato una luce più o meno fievole che si accendeva ad intermittenza ogni qualvolta abbia avvertito il bisogno pulsante, quasi fisiologico di quella redenzione che solo tu puoi donare ai componenti del tuo gregge.
Quella luce non faceva altro che accendere ricordi. E' di questi che mi nutro se si parla di te.
E non mi basta più.
Indossavi la solita consunta maglietta degli smashing pumpkins sotto una giacca di pelle, ce ne andavamo a zonzo in piena notte per il centro storico di non so quale città e fulminavamo luminarie natalizie schiacciandole direttamente con i polpastrelli, a mani nude.
Poi credo che qualcuno abbia spaccato una bottiglia in testa a me o a te. Non ricordo bene.
Il tuo ricordo è vivo in me, Messia, e niente lo cancellerà.
Ma sei troppo lontano ormai, riesco quasi ad essere più intima con una statuetta in croce.
E non ho null'altro da dirti che queste fregnacce sconclusionate.
A questo ci si riduce.

[I don't care if it rains or freezes
Long as I got my plastic Jesus
Sittin' on the dashboard of my car]

 

| PoStAto da Lale | 04:07 | commenti (1)

 


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lunedì, dicembre 10, 2007

[Editors - The Racing Rats]

Ad una persona totalmente priva di memoria fisiognomica capita spesso di venire salutata da quelli che ritiene perfetti sconosciuti.
Se poi la persona in questione è avvezza ad avvinazzarsi e tende a socializzare di più proprio in quei momenti le probabilità di riconoscere qualcuno con cui si ha avuto a che fare scendono vertiginosamente.
A me capita circa quattro volte a settimana.
Solitamente se qualcuno mi saluta per strada io ricambio fingendo di sapere benissimo chi sto salutando ma quelli sono incontri fugaci e dopo un incrocio di sguardi e un ciao ognuno prosegue per la sua strada, quindi riesco bene a mascherare la mia assenza di ricordi.
I momenti imbarazzanti sono quando ci si ferma a parlare e difficilmente riesco a reggere una conversazione senza che l'altra persona si accorga che non so chi ho di fronte.
L'altra sera stavo per entrare nel bagno del diagonal quando un bellissimo ragazzo mi ferma e mi fà
"tu ti chiami Lale", io annuisco sorpresa e gli chiedo come fa a conoscermi...
"Ti ho vista una settimana fà al kojac.. abbiamo parlato un po'.. ti ho anche lasciato il numero e hai detto che mi avresti chiamato". Io controllo ed effettivamente il numero c'è.
Dopo mi è venuta in mente la nostra conversazione, anche se avevo completamente rimosso di possedere il suo numero. CAZZO! lo avrei chiamato ma dopo questa figura di merda mi sono già giocata la serietà quindi ho rimandato fino a quando durante una serata etilica modenese ho perso il cellulare con tutti i numeri di telefono.
Giovedì sera esco a bere una birra con il vicino di casa, a fine serata stiamo uscendo dal locale e incontriamo i suoi amici, me li presenta e uno di questi esordisce con la solita frase:
"Ma io e te ci siamo già visti sabato non ricordi?"
"Ah si non sei una faccia nuova (molto vero), ci siamo visti all'ex machina!"
"No"
"Ahhh è vero ci siamo visti al bronson!"
Ero stata solo in quei due posti quindi pensavo di indovinare facilmente e invece...
"Veramente ci siamo visti alle 6 di mattina in via Ravegnana, avevi una gonna nera.. eri con due ragazzi.. davanti al bar in cui stavate facendo colazione c'era stato un tamponamento, tu hai attraversato la strada un po' barcollante, ti sei avvicinata ai proprietari delle auto coinvolte, hai piegato leggermente la testa da una parte e con un espressione dispiaciuta hai chiesto -avete per caso bisogno della mia giacca?-"
Si dice che almeno abbia fatto sorridere quei poveri incidentati.
Tutto cio' mi fa molta tenerezza, ma fa anche tanto figura di merda. Troppo.
Forse dovrei iniziare a bere superalcolici al posto della birra, sono convinta che se bevessi tequila nella quantità in cui bevo birra al massimo riuscirei a socializzare con il pavimento.

[Words spill from my drunken mouth
I just can't keep them all in]

 

| PoStAto da Lale | 23:22 | commenti (4)

 


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lunedì, novembre 19, 2007

[Metric - Combat baby]

Sono le nocche sfregiate di jack.
Lale è accomodante, indulgente, sa trattare con le persone e non permette più a nessuno di farle venire il nervoso.
Non è permalosa, nemmeno un po'.
Non è un attaccabrighe, ama i confronti con chi sa confrontarsi e detesta i litigi.
Non è una tipa incazzosa, nemmeno quando è ubriaca, o come direbbe lei diversamente sobria.
C'è da dire però che in quei casi, può avere atteggiamenti discutibili, può essere irritante e fastidiosa, anche se sempre in buona fede.
In ogni caso, aldilà di quello che testimoniano le sue mani dubito che sia arrivata a fare a cazzotti con qualcuno.
Tuttalpiù avrà fatto a pugni con quel bastardo del muro che si sarà dimostrato troppo restio ad aprirsi per farla passare.
Questi cerotti sulle mani mi ricordano il fight club.
Mi ricordano un altra era.
Un era di stress emotivo e conseguenti svalvolamenti psichici.
Lale è una soldatina che ha dato il suo addio alle armi, la guerra è finita e lei è fondamentalmente + serena, però le manca un po' tutto cio' che quella dura lotta comportava.
Le battaglie, le sconfitte, i piccoli traguardi quotidiani, gli scervellamenti per pianificare il prossimo piano d'attacco, l'adrenalina, le sfide con se stessa, le emozioni forti positive o negative che fossero, e soprattutto un obiettivo a cui mirare.
Può essere paradossale, ma a volte anche guarire fa un po' male.
E mi dico che ci sarà un motivo, se queste misteriose escoriazioni sono andate proprio a ripassare quelle vecchie cicatrici.
La stessa mano, negli stessi punti.
Ma non ho paura.
I film che ti toccano più nel profondo non devono avere seguiti, sarebbero sicuramente più scadenti.

[Combat baby come back baby
Fight off the lethargy, Don't go quietly
Combat baby, Said you would never give up easy]

 

| PoStAto da Lale | 20:48 | commenti

 


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lunedì, ottobre 29, 2007

[Mudhoney - In search of..]

Visto che saranno ormai tre anni che non lo faccio...

Qualcuno ultimamente è incappato per caso sul mio blog digitando sui motori di ricerca le seguenti keywords:
• false mestruazioni (è la più gettonata in assoluto)
• giochi di ambulanze e dottori
• lale babyshambles
• tornare vergini astinenza
• quella lingua insaziabile
• soluzione gioco art gallery
• troppo stress poca voglia sessuale
• ricerca sui miei mali
• aiuto, ho paura perchè ho idee bizzarre che vivo come vere
• 'personality crisis'
• fanculo alla logica
• non posso comprare casa
• esame sangue patente quando smettere di bere
• verdena bassista scopata
• giochi differenze cazzo ke paura
• mi hanno sospeso la patente e ritirato la macchina mi hanno lasciato li a piedi
• colecisti ebbrezza
• gruppo musicale i benzedrina
• kg bieco gioco
• lale forlì
• essere sbadata
• essere una fakira
• giochi malati
• trovo soldi in strada
• life is a pigsty
• cerco auto sottovalutata affare in sicilia
• gioco del fiore intellettivo
• trucco occhi cantante rem
• solletico gioco
• cose impediscono di vederci
• eroeterna
• sfratto immediato
• mick whitnall
• il sottile gioco dei non sensi
• stipe blu trucco
• orgasmo in camper
• cantante rem tatuaggio mano
• pensieri tristi quando la salute dei genitori peggiora
• le tettone di vampiria
• detto di non amarmi più
• sapevo di essere la prediletta
• cedere al sonno lasciarsi avvolgere dalle foglie del suo autunno
• lisa germano
• come si fa ad arrivare a fine mese
• patata americana germogliata rischi per la salute
• langhorne slim
• kula shaker at bronson
• vorrei svegliarmi da quest incubo

[My gift the moon my gift to you
My gift just lays there like a pile of broken teeth]

 

| PoStAto da Lale | 20:03 | commenti (2)

 


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giovedì, ottobre 25, 2007

[Kula shaker - Great Hosannah]

Lo scorso week-end Lex è riuscito a convincermi ad andare al Decadence.. entusiasmo ce n'era poco ma curiosità tanta, quindi ho deciso che era il caso di togliersela.
E così, abbigliati secondo quanto prevede il dress code siamo partiti per quel di Bologna.. tutto sommato non male per una sera o due all'anno, ma non credo proprio che diventerò una cliente abituale.
Molto interessante la saletta dove fanno bondage. E a me è salita ancor di più quella malsana idea di mollare tutto e andarmene in giro a fare la performer, ma vedrò di farmela passare.
Ho visto cose strane, conosciuto persone strane, e immancabilmente Mi sono successe cose strane.
Tipo essere stata pedinata da Bologna a Forlì, fino sotto a casa mia da un folle sconosciuto.
La serata è passata abbastanza bene ma verso una certa ora ho cominciato a pressare Lex per fare un salto al covo prima di andare via, erano le tre e mezza ma sarei riuscita a ballare almeno un paio di pezzi, e poi avevo detto a una persona che probabilmente sarei passata. Dovevo solo ricordarmi la strada ma siccome ci sono sempre andata dalla tangenziale e mai dal centro era impossibile, percio' occorreva chiedere indicazioni a qualcuno.
Fuori dal decadence c'erano due tizi, un po' inquietanti.
-Scusate sapete come si arriva al covo?
Uno di loro comincia a spiegarmelo ma lo interrompo subito e indicandogli Lex gli dico che è meglio se parla direttamente con il mio austista, lui va spiegargli la strada lasciandomi sola con l'altro tipo.
-E' il tuo moroso lui?
-No è un mio amico..
-E il moroso non ce l'hai?
-No...
-Perchè lui ti fà da autista?
-Guida la mia macchina, io non ne avevo voglia..
-Basta saperlo d'ora in poi ti ci porto io al decadence
-Ma io sono di Forlì..
-Che problema c'è.. vengo a forlì
-Ah si.. magari la prossima volta ciao
Raggiungo Lex, raggiungiamo la macchina e partiamo.
Facciamo un giro al covo, ma è in via di chiusura, restiamo li giusto un quarto d'ora e la persona che dovevo vedere è già andata via.. un sms insinua che io sia una bidonara, e decido di smentire l'autore raggiungendolo in autogrill dove rimaniamo altri 15 minuti buoni.
Il tutto si è svolto nella totale inconsapevolezza del fatto di essere seguiti e spiati.
Arriviamo a forlì e ci infiliamo nel vialetto di casa mia e stranamente abbiamo una macchina dietro, Lex accosta per lasciargli spazio ma questo rimane fermo, con i fanali accesi.
Al che' io vado per scendere ed urlargli in faccia qualcosa del tipo "Cazzo ma sei impedito guarda che ci passi due volte" ma lo sbigottimento mi ammutolisce. Il finestrino dell'auto è un sipario di vetro che si apre e ti propone una scena che ti lascia di stucco.
E' il tipo a cui abbiamo chiesto indicazioni e dice: te l'avevo detto che venivo a forlì senza problemi.
Tutto cio' che sono riuscita a dire prima di tornare in macchina al sicuro è stato: Ah. Non mi interessi ciao.
Lo abbiamo visto andarsene, mi sono fatta scortare in casa da Lex e come se n'è andato mi sono barricata dentro.
La gente sta male. E ha delle voglie. Non capisco proprio quale parte della nostra conversazione possa avergli fatto pensare che desiderassi trovarmelo sotto casa.
Bah.
Il sabato è andato meglio, ho mantenuto la lucidità giusto per sentirmi i Devastations come si deve, poi la serata ha preso una svolta etilica, ho cominciato a bere e credo di non avere mai smesso.
Ho imparato a stappare bottiglie di birra con i denti e son soddisfazioni, mi sto tenendo in allenamento.
Ma la domenica. La domenica è stata assolutamente la parte più bella di tutto il week end. Il concerto dei Kula Shaker al bronson l'emozione più grande. Setlist impeccabile, tanti pezzi da K e parecchi anche dall'ultimo strangefolk. Immaginando la quantità di gente che poteva esserci temevo di non riuscire a vedermelo bene ma grazie a dio sono riuscita a stare nelle prime file, e poi la sera prima non avevo notato che il palco è stato rialzato rispetto all'anno scorso. Gran Cosa.
Il mio desktop è una foto insieme a Crispian Mills, e mi piace un casino.

[It's like the world has lost its head
And it's like all the prophets said]

 

| PoStAto da Lale | 23:31 | commenti (2)

 


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giovedì, ottobre 18, 2007

[Langhorne Slim - Counting Firefly]

Evidentemente Ottobre è il mese in cui la Groupie che è in me si risveglia dal suo stato latente fatto di desideri platonici che non appagano più di tanto.
Evidentemente dopo un anno rinchiusa nel corpo di un assidua frequentatrice di concerti comincia ad accusare il fatto di essere così ripetutamente bersagliata da visioni di musicisti intenti a dare il meglio di sè e decide di ribellarsi rivendicando il diritto di esercitare il suo ruolo.
Ecco che quelle che prima erano solo fantasie appena abbozzate premono per concretizzarsi, ecco che quello che prima era solo un apprezzamento estetico neppur dichiarato diventa forte attrazione.
E neanche a farlo apposta, ecco che piovono le occasioni.
Inutile il mio spingere verso abnegazioni che sublimano il proprio comportamento, quando lei prende il comando io non ho + alcuna voce in capitolo, il potere decisionale è suo così come quello di azione, quando lei arriva è sfratto immediato fino al momento in cui la sua missione si può considerare conclusa.
Detto questo, quello di Langhorne Slim è sicuramente il + bel concerto che ho visto al Clandestino, il più bel batterista, il più bel figlio di Victor DeLorenzo dei Violent Femmes.
Il resto è fuffa, quindi forse dovrei scriverne almeno per coerenza, ma è anche privacy. Quindi ancora potrei scriverne sempre per coerenza, ignorando l'esistenza della parola privacy come su questo blog mi è + volte capitato di fare. Ma anche no.
Meglio parlare chessò, del fatto che continuano a piovere soldi dal cielo, che prendendo le sigarette al distributore capita di trovarsi uno scontrino di credito dovuto da 10 euro che ho prontamente ritirato al tabacchi.

[She sang my song
I swear it was all wrong... yes it was
I've been counting fireflies
She's older than she says
The moon above is weeping
For she ain't in my bed]

 

| PoStAto da Lale | 21:43 | commenti (4)

 


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domenica, ottobre 14, 2007

[Patrick Wolf - Accident & Emergency]

Ieri mi hanno ridato la patente, e ieri sera andando a Bologna ho avuto il mio primo incidente in autostrada.
NON GUIDAVO IO, però.
Un tizio sorpassandoci ha urtato la nostra auto nella parte posteriore sinistra, il nostro driver è stato bravo a mantenere il controllo dell'auto e a non invadere l'altra corsia mentre invece l'altro conducente si è schiantato contro il guardrail in cemento ed è stato catapultato dalla terza alla prima corsia.. è stata una vera fortuna che in quel momento dietro di noi non passasse nessuno, abbiamo sfiorato la tragedia.
Noi tre non ci siamo fatti nulla ma avendo visto la scena io ero già pronta a soccorrere qualche persona in fin di vita. E invece nulla, lui era solo in macchina e non si è fatto male neanche lui.
Che spavento.
L'autostrada mi ha sempre messo un po' paura, so che è probabilmente più difficile avere incidenti ma quando succede raramente se ne esce illesi.
Le macchine sfrecciano a velocità esorbitanti, evitare di travolgere un ostacolo che all'improvviso ti si para davanti non è più una questione di riflessi e di attenzione quanto di fortuna.
Ho davvero avuto, e l'ho tuttora, l'impressione di dovere ringraziare qualcuno. Abbiamo potuto tutti tirare un sospiro di sollievo tutt'altro che scontato.
Oltre a questo, dicevo che ieri ho riavuto la patente. Questi tre mesi sono letteralmente volati, mi sembra ieri che preannunciavo ai carabinieri il mio imminente suicidio.
Sono passati in fretta e alla fine anche senza grosse limitazioni.
Ho la fortuna di lavorare a 5 minuti da casa mia, e quindi per andare al lavoro il problema non si è posto.
Per il resto anche non è stato un problema, grazie a dio non ho dovuto passare l'estate a forlì che in quella stagione non ha assolutamente nulla da offrirmi. La mia vita notturna è stata esclusivamente marittima, e sono uscita anche + del solito, questa estate casa mia mi ha vista davvero molto poco. A parte essermi persa un paio di concerti a fine luglio ho sempre avuto il passaggio per fare tutto cio' che volevo, gli amici sono stati fondamentali e quando non erano disponibili mi sono arrangiata scroccando passaggi a conoscenti, sconosciuti o capotreno che smontavano dal turno di lavoro.
Eppure qualche volta ho sentito il desiderio di mettermi al volante, la voglia di macinare kilometri all'ora del tramonto, con in testa tutta una serie di pensieri che si srotolano fluidi come la tua guida su una statale quasi sgombra.
Avevo deciso che avrei passato questa domenica sulla strada, a bordo della mia auto, al posto del conducente, guidando per una cinquantina di kilometri con la sola compagnia dell'autoradio, ma dopo quello che è successo ieri sera mi è passata la voglia.
Mi sono tornate in mente cose passate, ho ricordato quanto le auto possano essere armi pericolose, un utile mezzo di trasporto sì, non sono qui a decidere di sbarazzarmene e rinunciare a questa comodità una volte per tutte, semplicemente mi è passata la voglia.

[..for all that lovelife has to bring,
And just get yourself back into the ring,
Knock us out,
For Accident and Emergency..]

 

| PoStAto da Lale | 20:47 | commenti (2)

 


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sabato, ottobre 06, 2007

[Manic street preachers - autumn song]

Quella passata è stata la prima domenica autunnale, domenica senza hana-bi, domenica nostalgica e introspettiva, per quel poco che l'ho vissuta desta.
Andata a letto alle 9, svegliata alle 17, per poi tornare a dormire alle 23, ininterrottamente fino alle 8 di mattina.
Mi sono svegliata stanca domenica pomeriggio, ho mandato un paio di sms per annullare un impegno nel pre-serata che avrebbe richiesto forze di cui assolutamente non disponevo.
Una doccia calda e sono uscita a fare giusto due passi, quelli che separano casa mia dal primo distributore automatico di morte lenta in confezioni da venti. Ho respirato un'aria autunnale, forse la stessa che respiro già da un po' ma che i miei polmoni si sono finora rifiutati di riconoscere come tale, un'aria ancora tiepida, delicata e malinconica.
Un aria che in quella giornata mi somigliava anche troppo, o forse ero io che inalando la sua essenza ne ho subito il contagio, una temporanea metamorfosi dei modi e dell'umore.
Ho percorso la strada su cui si affaccia il retro della mia casa, uno dei viali della città che più manifesta il cambio di stagione e che più si presta ad accogliere proprio quella in arrivo.
L'autunno su quel viale si sente di più. E' costeggiato da grandi alberi su entrambi i lati, i marciapiedi sono già semi-ricoperti di foglie che ti scricchiolano sotto ai piedi. L'odore del legno è percettibilmente più intenso.
Se la primavera gli dona una leggerezza che lo fa sembrare persino più breve da percorrere l'autunno comincia ad appesantirlo leggermente, in inverno pare senza fine, un tunnel in cui non filtra luce.
Ho camminato tra colori languidi a braccetto con un'intimità che in questo momento non saprei con chi condividere.
Rientrata a casa mi sono immersa nella lettura, ho scelto la compagnia dei libri, l'unica compagnia che in quel momento conciliava il mio rassegnato bisogno di solitudine con la voglia di storie altrui, storie da barattare con le proprie in un gioco pomeridiano fatto di parole.
Parole che narrano di noi stessi, che guidate da un fluido processo mnemonico si susseguono in un filo logico di frasi che conducono a mondi estranei su cui ci si affaccia incuriositi.
Parole che di tanto in tanto inciampano in emozioni disseppellite dal tentativo di mettersi a nudo e raccontarsi, voglia di ascoltare rapita da acceso interesse, voglia di reciproca conoscenza attraverso racconti che trasportano.
Finito il primo libro ne ho iniziato subito un altro, non sono bastate quelle 130 pagine a sopperire a questa mia voglia, mi hanno reso ancora più famelica di tutto questo, mi hanno rattristata, mi hanno fatto riflettere.

[So when you hear this autumn song
Remember the best times are yet to come]

 

| PoStAto da Lale | 17:34 | commenti (1)

 


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martedì, ottobre 02, 2007

[Social Distorsion - Winners and losers]

La festa di venerdì sera è andata bene dai. Magari l'anno prossimo si replica.
Di gente ne è venuta, si sono mossi apposta ragazzi da reggio emilia, bologna e rovigo e tanti forlivesi hanno invece tirato il pacco. Prevedibile.
Ci siamo divertiti, non ci abbiamo rimesso soldi e abbiamo fatto un buon gesto.
Sono questi i momenti in cui mi sento in diritto di commettere un po' di cattive azioni, così, giusto per bilanciare.
A volte penso di non essere abbastanza perfida. Penso di non avere la cattiveria nel dna, non quella intenzionale e premeditata perlomeno, perchè poi se si parla di ferire senza volerlo non posso certo dire di avere la coscienza a posto, ma quello ha forse più a che fare con le mie difficoltà a gestire un istinto troppo brado affezionato a uno stile che non vuole saperne di affinarsi.
Sabato sera alla notte bianca non sono nemmeno riuscita a far cadere quei ragazzi dai trampoli.
Ho offerto da bere, ho aiutato dei tipi alle prese con il cugino in comaetilico di una mia amica, ho rincorso scalza per forlì un ragazzo a cui avevamo dato un passaggio, il quale se ne stava andando incurante di aver lasciato la sua borsa in macchina. Soldi, telefono, chiavi di casa e salcazzo cos'altro.
Ho fatto dormire un amico sul divano di casa mia.
Queste, le mie cattive azioni. Il demone che è in me ha fallito. Ho peccato di generosità e altruismo.
Cosa ne ho guadagnato? 15 euro.
Attenzione, non ho prostituito la mia gentilezza, non ho messo in vendita la mia nobiltà d'animo, non ho chiesto soldi in cambio di spontanei favori e gesti cortesi. No.
Semplicemente ieri mattina andando a lavorare ho trovato per terra 15 euro, ai bordi della strada giacevano una banconota da 10 e poco lontano una da 5, abbandonati come scomodi animali domestici, orfani di proprietario, pronti ad essere spazzati via e separati dal primo soffio di vento, oppure ad essere raccolti con cura e riposti fianco a fianco in un confortevole portafoglio. Il mio.
Ora, 15 euro non mi cambiano la vita nemmeno di una virgola, ma certe "coincidenze" si, o quantomeno, mi lasciano un po' spiazzata.
Ho già parlato diverse volte di quanto io creda, più che a un destino già scritto, ai segni che troviamo sul nostro cammino, gentili indicazioni, incoraggiamenti o dissuasioni che spetta noi interpretare, così come spetta noi decidere se seguirli o ignorarli.
Faccio beneficenza una volta nella vita e due giorni dopo trovo soldi per strada, considerando che non mi è mai capitato di trovare più di 50 cent, dubito che questo ritrovamento sia una semplice coincidenza.
Salcazzochi sta cercando di dirmi qualcosa.
Forse vuole dirmi che è soltanto aiutando il prossimo che mi sentirò realizzata, che immaginare il suo sorriso basterà a dimenticare qualsiasi sacrificio che un opera di bene può comportare.
Forse è questa la mia vera indole, questa la mia strada.
Sta cercando di dirmi che non posso passare la mia vita in un agenzia di comunicazione, perchè la mia presenza qui va a scapito di troppi bisognosi.
Sarei sprecata, perchè io sono nata per fare del bene e continuando la strada che ho intrapreso finirò per essere corrotta io stessa da pubblicità, consumismo e tutto' cio' che di più marcio ruota qui attorno.
Finirò per rimanere incantata anche io in uno specchio che modella la realtà riflettendone un immagine distorta.
Forse sono la prescelta per diventare una missionaria di fama internazionale, la nuova Madre Teresa di Calcutta, tipo.
Ma anche no.

Si, quei 15 euro li ho spesi per me.
E ancora si, era qualcosa di fondamentalmente inutile.

[There’s lovers and haters
The strong and the weak will all have their day
We’re devils and angels
Which one will I be today?]

 

| PoStAto da Lale | 18:18 | commenti (3)

 


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sabato, settembre 22, 2007

[The brakes - All Night Dissco Party]

E' successo che una sera di luglio stavo cenando con alcuni amici e avevo bevuto un po'. Una mia amica sarebbe partita di lì a poco per l'America e se n'è uscita con una frase del tipo "anche quando torno dobbiamo organizzare una cena".
Al suono di quelle parole, complice il vino bianco, ho avuto un impeto di megalomania e ho espresso la mia volontà di fare le cose in grande garantendo il mio impegno nell'organizzazione della cosa.
"Una cena? Faremo molto di più, prenderemo in affitto un locale e organizzeremo una festa"
Non completamente soddisfatta dall'entusiasmo che la mia proposta ha suscitato nei presenti, e sapendo che la mia amica è da anni dedita al volontariato e associata ad emergency, ho avuto la brillante idea di ostentare un certo spirito benefico.
"e il ricavato della serata lo devolviamo ad emergency".
Tutti d'accordo.
Naturalmente mi aspettavo che tutti se ne sarebbero dimenticati il giorno successivo, naturalmente mi aspettavo che venisse dato il giusto peso alla proposta da me avanzata, ovvero che venisse presa e archiviata sotto la voce "deliri etilici".
Per un po' di tempo non se ne è più parlato finchè verso la fine di agosto qualcuno non ha cominciato a ricordarmi la questione, ovviamente a mente lucida tutta quella voglia di fare si era notevolmente ridimensionata.
Le prime volte ho cercato di fare orecchie da mercante, poi ho cercato di cavarmela posticipando la data dell'evento confidando in un'eventuale amnesia da parte di chi spingeva a darsi una mossa e cominciare ad organizzare il tutto.
Eppure è arrivato il momento in cui ho inevitabilmente dovuto accettare il fatto di essere stata presa seriamente, l'etica etilica mi ha giocato un altro dei suoi scherzi, e così l'altro giorno mi son ritrovata a fare giri di perlustrazione per locali, ad ideare un nome per questa festa e a sacrificare parte del mio preziosissimo tempo per realizzare la locandina e a spammare e distribuire volantini.
Oramai ci sono dentro, non resta che sperare che venga fuori qualcosa di bello e che le partecipazioni siano numerose.
E' Venerdì 28 settembre ed è Sounding Chromosomes - The night of the anonymous music addicted.

[it's an all night disco party
all night disco party]

 

| PoStAto da Lale | 17:46 | commenti (5)

 


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lunedì, settembre 17, 2007

[The decemberists - Summersong]

So già come mi sentirò fra circa una settimana, più o meno come immagino si senta un palestrato convinto in astinenza da Hana-bolizzanti.
Non so' quantificare esattamente il numero di giornate estive di cui ancora avrei bisogno prima di esserne satura.
Ogni anno è così, la attendo con fervido entusiasmo mesi prima del suo arrivo e ancor prima che sia finita comincio a sentirne la mancanza.
I primi giorni di settembre pullulano già di segnali che mi ricordano quanto la sua durata sia tutt'altro che illimitata: il ritorno al lavoro dopo settimane lontano dalla routine e da tutti i doveri annessi, il bancone del bar un po' meno affollato durante l'happy hour in spiaggia, il sole che riduce la sua permanenza anticipando di circa un ora la quotidiana dipartita, la brezza marina che alle cinque del pomeriggio si fà un po' troppo fresca per lasciar che ti accarezzi la pelle nuda quando solo un mese prima un bagno notturno in mare poteva risultare rigenerante.
Avvisaglie che ti spronano a godertela fino in fondo quella poca estate rimasta, perchè siamo agli sgoccioli, un invito a non perderti neanche un raggio di sole, a inebriarti di quel profumo di salsedine che non sentirai per lunghi mesi.
Un incitamento a concederti ancora una volta quel piacevole, leggero stordimento che ti regala una birra fresca bevuta in spiaggia nel tardo pomeriggio, quando il rumore rilassante delle onde oceaniche che ti ha fatto da sottofondo durante la giornata lascia spazio ai suoni propagati dalle onde sonore.
E quando l'aria che respiri è ben intrisa di quelle estasianti vibrazioni musicali che riescono a toccarti allora puoi lasciarti andare nelle mani delle canzoni che ami e ballare con loro fino a notte inoltrata.
E poi andare a dormire sazia di tutto questo.
Eppure per quanto ci si aggrappi alle poche cose che ancora sussistono l'estate è giunta al termine, non si può sperare di protrarre tutto cio' che le fa da contorno quando viene a mancare la sostanza base ed augurarsi di gustarne lo stesso sapore.
Arriva un momento in cui non mi rimane che dare il benvenuto all'autunno, magari senza accoglierlo a braccia aperte ma almeno assumendo un'espressione consenziente, infondo è giusto che le stagioni facciano il suo corso.
Se l'estate dell'anno scorso ha lasciato il segno questa non è stata da meno, se una ha inciso molto di più a livello emotivo questa è stata ricca di insegnamenti che porteranno senz'altro nella mia vita risvolti positivi.
Ci sarà all'inizio un po' di nostalgia, quando le prime piogge mi sorprenderanno senza ombrello, dopo una serie di imprecazioni non potrò fare a meno di pensare a gocce di acqua salata su tutto il corpo che si asciugano al sole, e da quel brivido partirà immancabilmente tutta una catena di ricordi legati all'estate.
Momenti e situazioni che non sono persi, ma solo sospesi per meno di un anno.

[Summer arrives with a length of lights
Summer blows away
And quietly gets swallowed by a wave ]

 

| PoStAto da Lale | 19:53 | commenti (2)

 


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lunedì, settembre 10, 2007

[Husker Dü - too much spice]

Chiamarlo stress sarebbe riduttivo, lo stress l'ho conosciuto in altri periodi e credo che in tutto questo ce ne sia una bassissima percentuale.
Fondamentalmente sto bene, qualche preoccupazione c'è ma ho maturato un eccellente capacità di sbarazzarmene con una scrollata di spalle, mi tranquillizzo sul fatto che occuparsi di certe cose ora sarebbe prematuro considerando il tempo che ho ancora a disposizione, mi prometto che se sbaglio i calcoli saprò farmi carico delle conseguenze senza collera e punizioni autoinflitte e se ci saranno problemi da risolvere lo farò con la dovuta calma a suo tempo, mi ripeto che la mia salute mentale è più importante di qualsiasi altra faccenda ed è meglio tenersi lontani da qualsiasi stress aggiuntivo finchè possibile.
Sto dando alla mia vita una diversa colorazione, eppure mio malgrado devo ammettere che certe cupe tonalità mi mancano, in tutta la loro malsanità, con tutta la mia irrazionalità.
E' un sentimento dell'istinto elaborato a livello viscerale, e la ragione può sforzarsi di tenerlo a bada e può anche riuscirci, ma non può cancellarlo. Lui esiste e credo sia parte di me, non una contaminazione. Lo sento così parte di me che non posso combatterlo.
Quello che mi cresce dentro è una forza che esercita un influsso abbastanza potente su di me.
Non credo che esista un vocabolo corretto per definirla, io la chiamo Energia, un po' perchè mi pare renda abbastanza bene l'idea di una certa potenza ma soprattutto perchè a questo termine non tendo a dare necessariamente un accezione positiva o negativa.
C'era un meccanismo che funzionava da sè, senza alcun calcolo, e quell'energia accumulata veniva periodicamente ripulita, cio' che ne rimaneva era una bella carica per darsi una spinta verso l'alto. Era uno slancio di positività.
Triste è solo il fatto che per ottenerlo c'era bisogno prima di spingersi verso il basso, avvicinarvisi, a volte toccare se non addirittura raschiare il fondo.
Forse la stabilità se non accompagnata dalla felicità mi annoia.
Cio' che mi conforta è sapere che sono capace di essere felice, peccato che per esserlo ora come ora mi manca qualcosa, ed io so cosa.
Per essere stabile e basta invece non mi manca nulla, ho solo qualcosa di troppo.

[Now you indulge yourself
and your feelings are ignored
And you're coloring your life with too much spice]

 

| PoStAto da Lale | 20:48 | commenti

 


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mercoledì, settembre 05, 2007

[Yo la tengo- drug test]

Oggi sono andata a fare il prelievo del sangue, il risultato delle analisi lo avrò il 24 di questo mese.
Sono 21 giorni che non tocco alcolici, e considerando che mi sono posta l'obiettivo di arrivare a 40 sono a metà dell'opera.
Cerco di bilanciare i pro e i contro di questo stile di vita all'insegna della lucidità.
I contro: prima di tutto la stanchezza. Quando bevevo senza alcuna limitazione ero sempre quella che alle 5 di mattina sbuffava all'idea di assecondare gli amici e andarsene a casa.
C'erano poi i casi in cui potevo contare sulla complicità di quelle due amiche + in simbiosi con la sottoscritta, numerosissime le serate in cui a chiusura del locale in cui si era state a ballare, si raccattavano un paio di amici, conoscenti o perfetti sconosciuti, e ci si dirigesse a casa per una spaghettata o un after-party improvvisato. Ci si riduceva a letto alle 9 del mattino, esausti come si deve.
Adesso che non bevo prima dell'una comincio a sbadigliare, e se faccio più tardi è probabilmente perchè non avendo la macchina non posso tornarmene a casa quando mi pare, e di vincolare gli altri non me la sento.
Un altro elemento a sfavore sono le zanzare: negli ultimi anni non ho preso mai un becco, quei fastidiosissimi insetti non mi consideravano di striscio. L'avere smesso di bere ha fatto si che le loro attenzioni nei miei confronti aumentassero considerevolmente, pochi giorni dopo avere smesso di bere sono stata presa di mira e massacrata, è segno che evidentemente il mio sangue ha cominciato presto a depurarsi.
Oltre a questi sorvolabili fattori sconvenienti, c'è quello che mi aspettavo, e di cui ora nemmeno mi va di scrivere. Energia in accesso. Maledetta energia che non riesco a scaricare.
Meglio pensare ai pro. Dopotutto ci sono. Innanzitutto sono riuscita a passare delle serate piacevolissime, ho sorriso meno e me lo hanno fatto notare ma mi è capitato di ridere quasi fino alle lacrime, ho piena memoria di ogni azione compiuta e di ogni conversazione.
Il sabato e la domenica mi sveglio veramente riposata, senza lividi, e comincio la giornata senza quel fastidioso cerchio alla testa.
I pro sono tanti, e come potrei non citare questo: il giorno successivo ad una serata fuori casa non ho + bisogno dell'abituale rito consistente nel verificare se ho perso o dimenticato qualcosa salcazzo dove.
Dall'inizio dell'anno, nelle mie serate etiliche ho fatto fuori 5 giacche, tre sciarpe, un i-pod, un paio di occhiali da sole, cosmetici vari e qualche cd, e sicuramente dimentico qualcosa.
Anche a livello economico ho notato qualche vantaggio. Praticamente sto diventando ricca.
Credo davvero che d'ora in poi saprò regolarmi meglio.
Però ecco, dopo il 24 settembre, se tutto va come deve andare e ci saranno quindi motivi per festeggiare, io una bella bevuta me la concedo.

[I think of the things that matter
And I think of the things that don't...]

 

| PoStAto da Lale | 22:38 | commenti

 


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martedì, agosto 28, 2007

[Oasis - Keep the dream alive]

Il ritorno al lavoro è stato più traumatizzante del previsto.
Ritrovarmi alle 9 di mattina in un ufficio in cui non mettevo piede da 3 settimane mi ha procurato un senso di disorientamento che ha rischiato di sfociare nella crisi d'identità.
Salutare i Mac e i colleghi, sedersi alla propria postazione senza avere nemmeno un vago ricordo inerente ai progetti lasciati in sospeso, mi guardo intorno spaesata.
Veniamo catapultati subito in riunione, è nel momento in cui mi viene affidata una mega urgenza che tutto comincia ad essermi famigliare.... Comincio a carburare per forza di cose, anche se svegliarsi alle 8, con alle spalle appena 7 ore di sonno quando ormai ci si era abituati a dormirne 12 è stata una fatica sovrumana.
Sarei rimasta tra le lenzuola fino all'ora di pranzo, anche senza dormire, avrei passato volentieri qualche ora in più a rigirarmi nel letto, a crogiolarmi nel ricordo ancora fresco del sogno appena fatto. L'ennesimo di una serie che ancora non ne vuole sapere di interrompersi.
Sorvolare sulla stravaganza della trama, sul valore emblematico di svariati elementi alquanto singolari, soffermarsi invece sui momenti e sulle sensazione da essi scaturite.
Godere appieno dell'attimo in cui i miei voli pindarici assumono tridimensionalità attraverso colpi di luce generati da un incrocio di sguardi non più casuale, non più fugace.
Occhi decisi che cercano i miei, facili da trovare, sempre così vigili ad un eventuale miracolo, e poi facili da catturare, così paralizzati nella loro incredulità.
Cogliere un fondamentale cenno del capo che ti invita ad avanzare verso una certa direzione, avvicinarsi a passi titubanti, portandosi dietro quell'incertezza figlia primogenita delle cose troppo belle per essere vere.
Lasciarsi avvolgere dal buio e rivivere persino l'agitazione che il ruolo rivestito comporta. Averlo di fronte, dannatamente bello nella sua sicurezza, perfettamente a suo agio nel maneggiare per lo più inconsapevolmente quel potere che solitamente spetta a me gestire.
Affascinante nel modo in cui solo chi è consapevole di avere la situazione in mano sa essere. Invidiare una disinvoltura che non riesco a fare mia. Sentirsi completamente esposta, totalmente dominata.
Ascoltare parole tanto attese che aprono spiragli di luce laddove oramai non vi erano altro che vane speranze morenti. E rilassarsi.
Oppure perdersi nuovamente in un abbraccio che ha qualcosa di miracoloso,
stringersi a lui con la forza di due mani unite in una disperata preghiera, e lasciar che la dolcezza arrivi subito dopo incarnata nell'espressione palpabile di un corpo che diventa morbido e accogliente, sentire ancora sui polpastrelli la sua pelle calda e i suoi baci che ancora bruciano sulle labbra.
Riassaporare la passione racchiusa in due corpi che si cercano avidamente, che si esplorano e si scoprono veramente per la prima volta, fermarsi al punto in cui per qualche momento mi sono sentita completamente sua, come un estensione del suo spirito, come un pezzo del suo corpo.
Come se lo amassi.
Come se fosse possibile fondersi e confodersi così con qualcosa che non si conosce, come se fosse soltanto positivo fidarsi ed affidarsi a qualcosa che non è un sentimento ma una sensazione, un sottile sentire privo di concretezza che mi sta possedendo molto più di quanto vorrei.
Per fortuna c'è il lavoro a cui pensare adesso, i doveri a distrarmi un po' da quel mancato piacere.

[I’m no stranger to this place
Where real life and dreams collide
and even though i fall from grace
I will keep the dream alive]

 

| PoStAto da Lale | 23:20 | commenti (1)

 


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giovedì, agosto 23, 2007

[Of Montreal - Wraith Pinned To The Mist And Other Games]

Avevo 19 anni quando per la prima volta ho scoperto sulla mia pelle il potere dell'autosuggestione. Da allora ci sono stati vari periodi della mia vita in cui ho avuto come l'impressione di girare con una pistola carica in tasca.
La chiamano ipocondria, per me non è altro che una forma di autolesionismo governata da dinamiche assolutamente inconscie.
Oggi ho accompagnato un ragazzo a cui voglio molto bene all'ospedale per un esame, l'ennesimo di una lunga serie a cui si sta sottoponendo, e l'esito non ha aggiunto nulla di nuovo, apparentemente non c'è nulla che non va'.
In sala d'attesa lo ascoltavo parlare e la frase più ricorrente era "ho letto su internet che potrebbe essere...".
Sembrava me. Proprio lui che innumerevoli volte mi ha tolto malattie immaginarie dalla testa prima che diventassero reali e croniche. Proprio lui, sempre presente a ricordarmi che sono una roccia, sana e forte, a sostenere che i miei organi funzionano tutti a meraviglia, altrimenti non si spiegherebbe come la mia pelle possa essere così morbida.
Eppure eccone un altro a cui ho attaccato il vizio di reperire informazioni sui libri, in rete, o dal primo incompetente che rivendica una laurea in medicina e concludere la ricerca con una serie di ipotetiche diagnosi fai da tè che vanno dal male incurabile al problema fisico che nel migliore dei casi prevede una qualche rischiosissima operazione.
Ogni informazione acquisita è una pallottola aggiuntiva al caricatore di quella pistola, e la paura spinge ad una serie di movimenti maldestri che fanno pressioni sempre più pericolose su quel grilletto.
Sembrava me agli inizi, quando cercavo a tutti i costi di trovare la causa dei miei mali in tempi brevi, quando ancora riuscivo a convincermi che qualsiasi cosa avessi se presa per tempo si sarebbe potuta curare.
Ricordo quando correvo per i corridoi dell'ospedale con un contabattiti, quando non uscivo mai di casa senza il mio spray antiasmatico nella borsa, quando facevo sesso con un registratore a cassette attaccato al petto.
Quando mi hanno detto che il mio cuore stava benissimo ed io non ci ho creduto.
Mi sono dovuta curare con la mia inventiva, con i miei antidoti, e quelle crisi non si sono più presentate. Da sei anni non bevo più caffè, e difficilmente mi addormento serena senza la bottiglia d'acqua sul comodino.
Forse sono troppo legata alla vita, forse risolvere i miei problemi è il mio gioco preferito, o forse da questo finora hanno derivato le mie più grandi soddisfazioni.

Mi sono ritrovata a pensare a tutte queste cose il mese scorso, sono stata male per un po' di tempo, non riuscivo a fumare più di due sigarette al giorno, ed era come se ne fumassi due pacchetti. Al terzo tiro cominciava a girarmi la testa seguita a ruota da una forte tachicardia. Fare respiri a pieni polmoni non mi era concesso e tremavo continuamente.
Ogni giorno sentivo l'alito della morte sul collo e ce l'avevo dannatamente con me stessa perchè sapevo che tutto cio' era conseguenza dei miei eccessi.
Mi ero uccisa giorno dopo giorno ed ero giunta a pochi passi dal capolinea, troppo tardi per rimediare.
Non mi sono mai sentita tanto vicina alla morte come in quei giorni, non mi sono mai sentita tanto sicura del mio destino, mai tanto rassegnata.
Tant'è che tuttora mi resta qualche dubbio, ma grazie a dio non è così martellante da portarmi a ritagliare spazi della giornata dedicati alla più totale disperazione.
Entro la fine dell'anno. Giuro.

[Maybe I’ll never die,
I’ll just keep growing younger with you,
And you’ll grow younger too,
now it seems too lovely to be true]

 

| PoStAto da Lale | 21:00 | commenti

 


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lunedì, agosto 20, 2007

[Black Rebel Motorcicle Club - Lien On Your Dreams]

Mi stendo sul letto svuotando la testa da pensieri quasi ossessivi che avrebbero dovuto cessare di esistere giorni fà.
L'unico intento è quello di far recuperare al mio affaticato organismo quel vigore fisico e psichico che mi permetterà di affrontare al meglio la giornata seguente.
Cado in uno stato di incoscienza, la frequenza respiratoria e i battiti cardiaci rallentano.
L'inconscio infierisce molestandomi durante il sonno, arricchisce i miei sogni di realtà fittizie e inesistenti, premonitrici soltanto della loro negazione.
Mi si proietta davanti un film. I miei bisogni autori del soggetto e i miei desideri addetti alla regia.
E' avvenuto più notti di seguito, ed i protagonisti restano invariati.
Prediligo i sogni bizzarri e surreali a quelli improbabili.
Faccio il biglietto per un fantasy ed una volta arrivata in sala sono costretta a sorbirmi una commedia romantica con l'immancabile scena erotica.
Il risveglio assume toni drammatici, mr. inconscio non si è degnato di porre alcuna censura ed ogni frame riappare nitido nella mia memoria.
Cerco di trovare il punto in cui sono stati oltrepassati i vincoli del possibile e non li trovo, non ci sono. Eppure tutto cio' rimane null'altro che una visione onirica, difficilmente replicabile nella realtà.
Prendo in mano il cellulare per guardare l'ora e non manco di verificare la presenza della sospirata bustina sul display.
Mi suggerisco di abbandonare questi comportamenti che tradiscono una sconveniente illusione generata quasi totalmente dall'incapacità di accettare le cose come stanno.
Evito di rimproverarmi troppo perchè a questo punto non ha più alcuna utilità, mi conforto, mi osservo con quella purezza di sguardo che a certe persone forse manca, e non posso fare a meno che volermi proteggere.
Scatta quel meccanismo per cui comincio ad analizzare ferocemente ogni suo ipotizzabile difetto ingigantendolo, classifico tutta la faccenda come un errore fortunatamente evitato.
Ma una convinzione di convenienza è una bugia.
Ci riprovo, a riaddormentarmi da sola, e mi auguro che la programmazione sia finalmente cambiata, o quantomeno uno dei protagonisti.

[I needed more, and I needed more
But this is more than I ever wanted to believe in]

 

| PoStAto da Lale | 23:58 | commenti (4)

 


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giovedì, agosto 16, 2007

[Cansei De Ser Sexy - Alcohol]

Mi sono fatta ritirare la patente un mesetto fa, ora per riaverla dovrò sottopormi ad una serie di analisi del sangue che dimostreranno che non sono un alcolista.
Per dimostrarlo a me stessa non basterà l'esito degli esami, voglio la certezza di sapere stare lontana dall'alchol, e da oggi comincia la sfida: 40 giorni senza concedersi nemmeno un sorso di birra.
Non che avessi bisogno di un buon motivo per smettere di bere, in fondo nell'ultimo periodo i contro hanno superato i pro di gran numero.
L'alchol non è più un anestetico temporaneo atto ad alleviare certi malesseri ma un generatore di tutta una serie di altri problemi che portano con sè la stessa voglia di estraniarsi, ed il narcotico è il medesimo.
Complimenti Lale, hai creato l'ennesimo circolo vizioso, ma adesso te ne tiri fuori. E' giunto il momento di ri-impossessarsi di una lucidità duratura ed interrompere quel tragitto dalla birra alla bara che percorri barcollante ogni serata che passi fuori casa.
Non sto prendendo tutto questo come una seccatura, mi mette di ottimo umore mettermi alla prova, e sapere che questa volta non mi è concesso fallire mi riempie di adrenalina.
Ci ho già provato in passato a darmi un contegno, ma il problema era sempre lo stesso, bevo una pinta e seppure ho ancora piena lucidità sono già arrivata al livello in cui i buoni propositi svaniscono.
L'astemia totale, per una che non conosce mezze misure è sicuramente la soluzione più semplice. Ai tempi della bulimia ricordo quanto fosse più facile per me digiunare piuttosto che mangiare con moderazione.
Sarà interessante osservare quante cose cambieranno nella mia vita, ho idea che passati questi 40 giorni le mie abitudini non torneranno più ad essere quelle attuali.
Non sarà facile.

[So tell me he-he-he-he-he-hey:
Do you wanna drink some alcohol? ]

 

| PoStAto da Lale | 22:24 | commenti (4)

 


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martedì, agosto 14, 2007

[The lemonheads - Pittsburg]

Da un po' troppe ore vittima di una tristezza che pare non avere senso di esserci.
Il fatto è che alcuni spiacevoli avvenimenti recenti hanno smosso qualcosa di molto + invasivo e radicato in me, qualcosa con cui sono alle prese da un po' e con risultati non abbastanza soddisfacenti.
Per convenienza sarebbe più facile pensare che la causa di questo stato d'animo sia quello più in superficie, più semplice e scontato xchè di conseguenza rende questa tristezza più facilmente superabile.
Eppure il giochetto non funzionerebbe dal momento che nel profondo so che le cose non stanno così.
E' più che un desiderio espresso, accolto, trattenuto e rispedito al mittente senza mai essere stato coltivato.
E' più dell'accorgersi di quanto la tendenza al fare castelli in aria e ad idealizzare le persone secondo un modello di perfezione ideale sia sconveniente almeno quanto farsi un idea di esse basato principalmente su voci in circolo e chiacchiere da bar.
E' più della fatica impiegata a sostenere quella tormentosa sensazione di essersi giocati qualcosa di potenzialmente bello.
E' un rifiuto le cui motivazioni fanno luce su tutta una serie di disturbi comportamentali che ormai da quasi un anno caratterizzano Lale in determinati contesti o momenti e che davvero mi hanno sfinita.
E' l'accorgersi di aver trascurato troppo un intento e doverne pagare le dirette conseguenze, una sorta di fallimento, un disastroso tentativo di non essere un disastro sempre.
E' anche un po' un vertiginoso calo d'autostima che pensandoci bene, forse ha 4 lettere di troppo.

[With a little bit of common sense
You can lose a lot of innocence, in this world
You can leave yourself behind ]

 

| PoStAto da Lale | 13:25 | commenti (3)

 


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mercoledì, agosto 08, 2007

[Morrissey - Last night I dreamt that somebody loved me]

Ricetta: Fiori di zucca fritti.
Metti dell'olio extra vergine di oliva in padella e buttaci dentro due fiori.
Accorgiti di avere sbagliato olio, mandati affanculo e ricomincia con l'olio di semi.
Friggi un paio di fiori come fossero patate.
Mandati affanculo e ricomincia tutto da capo.
Fai ricorso alla memoria visiva santamadonna, ritorna ai tempi in cui era tua madre a cucinare e tu ti limitavi a passare dalla cucina di tanto in tanto giusto per preassaporare il gusto di un ottima cena.
Visualizza la pastella in cui intingevi il dito e dopo averlo portato alla bocca davi la tua approvazione innalzandoti al pari di un esperto chef.
Prepara la pastella in una terrina usando farina, latte e sale, amalgama tutti gli ingredienti ottenendo un composto denso, immergi i fiori di zucca nella pastella e friggi in olio bollente.
Assaggiali e mandati affanculo.
Avrai azzeccato un ingrediente su tre.

Avevo già accettato da tempo il fatto di essere un disastroso fallimento ai fornelli, ho abbandonato la cucina sperimentale ed il pink-food e mi limito a cucinare le cose + semplici, eppure di recente è tornata a farsi viva questa malsana ostinazione a voler essere una brava cuoca.
Mi chiedo quale possa essere il motivo e non appena il mio cervello comincia a propormi la prima ipotesi mi tappo le orecchie pronunciando una serie infinita di blablabla a voce altissima.
Mia zia, la sua mentalità retrograda e i suoi continui avvertimenti del tipo "se non impari a cucinare non ti si piglia nessuno".
Il fatto che pure essendo stata quasi sempre fidanzata adesso mi ritrovo, a 26 anni appena compiuti, single.
Il fatto che le mie due più care amiche la settimana scorsa siano andate a convivere con i lori rispettivi fidanzati.
Il fatto che mi pare d'aver capito che il saper cucinare bene per gli uomini è un surplus che può essere più o meno importante ma di certo non dispiace. Mai. Oddio, forse agli obesi perennemente in dieta ma diciamo che quelli non sono assolutamente il mio target.
In sintesi questa ostinazione potrebbe essere uno dei primi segnali che preannunciano l'arrivo di quella sindrome diffusa tra le 30enni single.
Una forte ansia dettata dalla paura di rimanere zitella che ha come effetto più dannoso quello di finire per sistemarsi con un uomo che non è proprio il Grande Amore.
Io ho solo 26 anni però, sarebbe precoce. Sono ancora molto speranzosa, ho altre doti, non mi mancano le occasioni per conoscere ragazzi, non mi ritengo un completo roito e ultimamente gli uomini che mi conoscono un po' più a fondo dichiarano che sono una persona molto + carina di quello che voglio far credere.
Cio' non toglie che la prossima volta che inviterò un uomo a cena da me ordinerò il cibo nella miglior rosticceria di Forlì e spaccerò tutto come cucinato da me.

[So tell me how long before the last one?
And tell me how long before the right one?]

 

| PoStAto da Lale | 21:01 | commenti (2)

 


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lunedì, agosto 06, 2007

[Tv on the radio - Playhouses]

Non sono una sostenitrice della coerenza a tutti i costi, tutt'altro.
Credo che perseguire forzatamente un innaturale coerenza di pensiero sia lo stupido accanimento di piccole menti.
Credo nel pensiero in continua evoluzione, credo nelle idee plasmate da tutto ciò che il tempo porta con sè, informazioni aggiuntive, esperienze rivelatorie, osservazioni più meticolose, nuovi input.
Io stessa mi son trovata a sostenere fermamente un pensiero per poi trovarmi dopo tempo a sostenerne con altrettanta convinzione uno in contraddizione con il primo.
La valenza di cio' che penso è a tempo indeterminato, e questa è probabilmente l'unica coerenza che posso e che voglio permettermi.
Mi auguro di avere sempre a che fare con persone che condividono questa teoria, mi accorgo che spesso questo è il calibro con cui misuro il peso di certe affermazioni a me rivolte, soprattutto le più belle, affermazioni che per quanto eterne o durature vorresti che fossero rimangono sempre soggette ad eventuali rivalutazioni.
Rimanere di stucco o delusa davanti ad un cambio di opinioni è una reazione che non fa più parte di me, in quei casi ciò che mi nasce dentro è fondamentalmente un forte interessamento a scoprire il percorso logico ed i
motivi che hanno generato il cambiamento.
Il problema è che a volte risulta difficile entrare nella testa delle altre persone, finchè si tratta di rapporti interpersonali con solide basi è facile ottenere la collaborazione dell'altro e capire, ma quando si tratta di rapporti acerbi, io, che ho sempre paura di pretendere troppo
finisco sovente a ritrovarmi con in mano nient'altro che un pugno di ipotesi sconclusionate.
Cio' è quasi irritante.

[yeah we chose these cards
but the weather changed
and the river froze and went it thawed]

 

| PoStAto da Lale | 19:11 | commenti (1)

 


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